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Elezioni OWSS SASS Italy, inizia il countdown

 
  Avviare un nuovo progetto gestionale il primo impegno del nuovo Consiglio direttivo. Ma in quale direzione andare?  
     
  Elezioni OWSS SASS Italy, inizia il countdown  
   
 
 
  di Valeriano Machella alias Charley McWaite  06/11/2018 18:39:49  
     
 

Quando si rinnovano i vertici di un organismo spesso non si pensa al lavoro fatto per arrivare al giorno dell'assemblea, lavoro portato avanti con passione e abnegazione. E se la conduzione precedente abbia più o meno incontrato il gradimento degli associati poco conta: l'importante è essere arrivati ad un traguardo che, poi, è anche una ripartenza. Quindi, a coloro che lasciano la guida della nostra associazione vanno solo gli applausi, mentre a noi resterà il rammarico grande per un avvicendamento voluto e non subito.

 

Si rinnova, dunque, il Consiglio direttivo dell'Associazione Old West Shooting Society SASS Italy che, mai come questa volta, dovrà dare un segnale forte, deciso. Dovrà puntare in alto nel tentativo di affermare di più, in Italia, il tiro western, la sua storia, le sue armi, e raccogliere quanti più potenziali tiratori e appassionati del nostro Cowboy Action Shooting. Perché pensare di continuare in questa situazione di stallo, a giocare «tra noi», così come fanno alcuni Club affiliati e non, sarebbe un errore imperdonabile.

 

Entrare nel Consiglio direttivo per chi pratica da anni questa disciplina sportiva è sicuramente un'ottima affermazione, diventare Presidente lo è ancor di più. Ma come è sempre stato, dopo il brindisi di rito ci sarà da rimboccarsi le maniche con decisione, perché è tutto il mondo del tiro western che lo chiede e che si aspetta qualcosa di più ad ogni tornata. L'ambiente del Cowboy Action Shooting è complesso: da sempre riservato a pochi appassionati, a tiratori che per affrontare questa disciplina di tiro, decisamente fuori dagli schemi, devono investire molto di più di chi affronta, ad esempio, il tiro dinamico.

 

Chi guiderà l'associazione OWSS SASS Italy per i prossimi quattro anni dovrà rispolverare tante pratiche messe in atto nel passato dai predecessori. Attività che forse non avevano dato i frutti sperati, ma che non vanno abbandonate ma rilanciate assolutamente. Bisognerà, innanzi tutto, far tornare nei soci l'orgoglio e il senso d'appartenenza a un club esclusivo come questo, costituito non solo di semplici tiratori, ma di appassionati, di cultori, di ricercatori di un mondo scomparso e mai dimenticato. Ripristinare l'iscrizione e il versamento della quota associativa (a dire il vero sospesa solo per un anno per motivi tecnici) a fronte di una tessera annuale è sicuramente il primo passo. Il possesso della tessera dovrà diventare cosa ambita e non solo un atto amministrativo.

 

E poi incentivare le iscrizioni di soci sostenitori. L'amico della porta accanto, l'armiere di fiducia, il presidente del poligono di tiro potrebbero essere tutti potenziali associati. Se ognuno degli agonisti del Cowboy Action Shooting iscrivesse un solo socio sostenitore, avremmo raddoppiati i numeri o, con un po' più d'impegno, anche triplicati. Questo servirà da un lato ad aumentare gli introiti nelle casse dell'associazione e, dall'altro, a ingrossare le file degli iscritti, almeno nei numeri, anche in relazione ad eventuali iscrizioni nell'Albo del Coni.

 

Passo successivo, importantissimo, sarà quello di aggiornare lo Statuto dell'associazione così com'era nei programmi del presidente Gardi. Forse dovrebbe essere il primo atto del nuovo consiglio direttivo. Riformularlo sarà parte essenziale del nuovo progetto: va urgentemente adeguato alle attuali normative, comprese quelle fiscali. Un aggiornamento che servirà a trasformare l'associazione in ASD (Associazione Sportiva Dilettantistica) e che darà l'opportunità d'inserimento nel Registro che il Consiglio Nazionale del CONI ha istituito per il riconoscimento ai fini sportivi delle associazioni/società sportive dilettantistiche e che consentirà ulteriori facilitazioni in tema fiscale. Scritture contabili o no, Partita Iva, codice REA, regime forfettario, ecc. sono tutte opzioni e percorsi da affrontare e, se nel caso, da intraprendere subito dopo.

 

Aggiornare lo statuto è un'operazione semplice, si fa convocando l'assemblea dei soci (sovrana nelle associazioni) a cui, in sede straordinaria, si sottoporrà il nuovo statuto. Una volta approvato basterà registrarlo di nuovo all'Ufficio del registro.

 

Ma insieme all'aspetto amministrativo, al primo punto di tutto il progetto ci dovrà essere la promozione del Cowboy Action Shooting. Questo dovrà essere l'impegno maggiore e inderogabile della nuova compagine. Senza ciò, tutto il «gioco» è destinato a finire con l'esaurirsi degli attuali «attori», popolo del West moderno che, vuoi per l'età, vuoi per fisiologici abbandoni, è rimasto fermo al palo nelle iscrizioni negli ultimi 10 anni.

 

Serve un'operazione d'immagine forte, moderna, che valorizzi questa attività sportiva e che richiami a sé i tanti e tanti tiratori ignari dell'esistenza. Serviranno fondi, e sarà basilare il supporto fino a ora concesso dagli sponsor ufficiali dei marchi Pietta e Chiappa. Loro ci sono sempre stati, anche nel consiglio direttivo, e sicuramente non abbandoneranno un mondo creato anche con il loro apporto. Le quote associative potranno aiutare tutta l'operazione: il costo, qualunque esso sia, dovrà diventare più un contributo a tutta l'attività che un mero atto amministrativo. I 'Cowboys' comprenderanno e sicuramente aderiranno.

 

Fare promozione senza soldi non è facile. Ma bisogna assolutamente tentare. La meta primaria è quella della nostra partecipazione come associazione ai grandi eventi di armi che in Italia stanno prendendo di nuovo piede. Uno su tutti l'Hit Show di Vicenza, erede di quello di Brescia e che quest'anno ha superato le 40.000 presenze. E poi il Game Fair di Grosseto e Caccia Village a Bastia Umbra. Tutte grandi vetrine a cui partecipare con un piccolo spazio dedicato con la presenza, volontaria, di soci OWSS preparati a dare indicazioni, suggerimenti, consigli. Se il costo fosse fuori la portata delle casse dell'associazione, basterebbero anche dei totem piazzati nelle aree espositive che indirizzassero i curiosi ai siti internet dedicati.

 

E ancora, non meno importante sarà la produzione di materiale divulgativo, dalle brochure alle locandine, da spedire annualmente a tutte le armerie e poligoni di tiro, almeno nelle zone più vocate. Basterebbe convincerli che l'operazione di 'marketing' è si a beneficio dell'Associazione, ma anche dell'armeria stessa che potrebbe commercializzare armi «diverse» e del poligono di tiro che potrebbe integrare sul campo un'attività nuova nel suo genere. Mettere in bella mostra la locandina non ha un costo per l'esercizio commerciale e, tanto meno, per il campo di tiro che potrebbe, se forniti, esporre in maniera stabile anche dei piccoli banner pubblicitari. Tutto da provare.

 

Vanno poi ripristinati i corsi di tiro. Istituire nei poligoni delle giornate dedicate ai neofiti serve molto più di quanto si possa credere. In quella sede si parlerà di regolamenti, di armi, di cartucce e si farà sparare chiunque vorrà (se in regola con i titoli di polizia). Piccole attività che, sotto l'egida dell'OWSS SASS Italiy, potrebbero ricevere anche un piccolo contributo per le spese vive come il munizionamento.

 

E poi basta con i gruppi Facebook chiusi. Le fotogallery delle gare, degli allenamenti, dell'attività del Cowboy Action Shooting vanno divulgate il più possibile. In questa attività sportiva non ci sono immagini forti, non c'è sangue come accade ai gruppi dedicati all'attività venatoria, non ci sono foto di ‘Rambo’ impazziti. Nella nostra attività c'è tanta cultura - sia delle armi, sia della storia del West - a cui si possono avvicinare giovani e meno giovani senza il rischio di essere confusi con altre discipline di tiro. Dovrebbe essere un modo nuovo per gestire tutto il mondo del tiro western senza timore di essere fraintesi. Quindi gruppi aperti, senza paura.

 

Infine, una piccola parte del progetto dovrà dedicarsi allo svolgimento e alla partecipazione alle gare. Cosa, a dire il vero, che fino adesso è stata a dir poco esemplare. Innanzi tutto lo sforzo maggiore dovrà essere quello di recuperare tutti i tiratori di CAS che per diversi motivi si sono allontanati dalla SASS Italia. Creare un campionato unico, in due aree, nord e sud, è l'unica formula percorribile e servirebbe a dare veramente una forte spinta a tutto l'indotto. È tempo di chiarimenti e di superare incomprensioni.

 

E poi le regole di gara e di abbigliamento. Vanno, come sempre, rispettate nella sua interezza. In tema di abbigliamento, anche se sono molto rari i casi, potrebbero essere penalizzati i tiratori che non si attengono alle regole. Scarpe sbagliate, cappelli da bancarella, gilet da pescatore, orologi al polso, stridono con l'atmosfera che si crea in campo e con gli abiti usati dalla maggioranza dei competitori. Squalificano in parte la gara ai presenti e a chi vedrà nel web i vari reportage. Adottare una piccola penalità in secondi basterebbe a «pareggiare» i conti.

 

E mentre la conduzione arbitrale delle gare è stata fino ad ora il fiore all'occhiello del nostro CAS, piccoli accorgimenti potrebbero aiutare. Ripristinare il cosiddetto «foglio giro», il report personale dei punteggi conseguiti per ogni stage potrebbe essere molto utile per la classifica di gara e di campionato. Un piccolo cartellino da fornire in ogni gara ai tiratori che andrà compilato e siglato dal Range Officer di turno. Eviterà in futuro quegli errori presenti sempre dietro l'angolo che a volte falsano la classifica finale. Piccole cose che lasciano l'amaro in bocca a chi ci si dedica con passione. E non diciamo che il Cowboy Action Shooting in Italia è come una partita a bocce, un passatempo tra amici con tante pacche sulle spalle e il pranzo finale. Nel nostro CAS c'è invece molta competizione - ognuno per la propria categoria - e altrettanta preparazione, così come accade in tutte le discipline di tiro. Sarebbe avvilente se non fosse così.

 

Anche la stampa e l'affissione delle verify-list, la lista degli stage con i punteggi di ogni tiratore, sarebbe un'altro passo semplice da realizzare e che aiuterebbe eventuali e, diciamolo, rari errori di trascrizione. Ognuno, prima dell'emissione della classifica finale, potrebbe verificare il corretto inserimento dei punteggi conseguiti. La presenza puntuale del servizio di primo soccorso medico con ambulanza al seguito, la stampa del briefing in busta per ogni tiratore e la sua pubblicazione almeno 20 giorni prima della gara sul sito istituzionale, sarebbero la cosiddetta ciliegina sulla torta.

 

Un progetto fatto di poche cose ma che per realizzarlo servirà l'aiuto di tutti, non solo del Consiglio direttivo. Va fatto ad ogni costo, senza ripetere l'errore di lasciare tutte le incombenze al Presidente e al suo vice per poi farli arrivare a fine mandato sfiniti, anche nell'animo. Occorrerà, dunque, costituire una segreteria forte, organizzata; creare un gruppo anche al di fuori delle cariche istituzionali, che lavori alla realizzazione del progetto con l'esperienza conseguita negli anni. A loro va rivolto l'appello. Abbassare la guardia, proprio ora, significherebbe rendere vano tutto ciò che si è realizzato, dall'avvio delle prime gare western nel 2005 ad oggi. E quanto fatto non sarà servito a nulla.

 

 

 
     
     
 

 

 

 
 

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