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Gli allenamenti sono fondamentali per chi pratica agonismo anche in una disciplina di tiro come il Cowboy Action Shooting. Come in tutte le discipline di tiro, gli allenamenti si dividono in due fasi: in bianco e a fuoco. L'allenamento in bianco, anche se non soddisfacente come quello a fuoco, consentirà egregiamente, soprattutto se esercitato con frequenza, di memorizzare tutte le azioni necessarie al momento dello sparo.

 

Estrarre e rinfoderare i due revolver con una certa velocità e, soprattutto, con precisione, è fondamentale nel CAS. Imbracciare la carabina posizionata su di un tavolo o ripiano ed eseguire la sequenza di colpi senza scomporci troppo, e poi riposizionarla a leva aperta così come detta il regolamento, può sembrare facile, ma non lo è. Soprattutto nell'esecuzione dell'esercizio dove innumerevoli fattori intervengono per rendere difficile quello che, invece, potrebbe essere abbastanza facile.

 

Tutte queste azioni: l'estrazione dalla fondina, l'esplosione dei 5 colpi, il rinfoderamento mentre si estrae l'altro revolver, la conta dei cinque colpi esplosi, la leva della carabina aperta, devono rimanere 'scolpite' nella mente e diventare un'azione unica e precisa. Per fare questo occorre uno spazio non eccessivamente grande e alcuni bersagli, magari stampati su carta nelle proporzioni dovute in base allo spazio e alla distanza disponibile, ed iniziare l'allenamento con cinturone e fondine. Estrarre, puntare, armare il cane e tirare il grilletto cinque volte, rinfoderare e ripetere la stessa cosa con l'altro revolver sarà l'azione da ripetere più volte. Le mire, molto essenziali nei modelli 1873, non aiutano certo nell'esecuzione dello sparo.

 

 

 

 

Eppure in tanti esercizi è richiesta molta più precisione di quella che si può immaginare. I congegni di puntamento senza alcune regolazione rendono vita difficile nel nostro CAS soprattutto in relazione al depotenziamento delle cartucce, richiesto dai regolamenti, che non aiutano certo a centrare con estrema precisione e in velocità il bersaglio. Come riportato della sezione «ricarica», le diverse dosi di polvere e pesi di palle, per non parlare della trafilatura, comportano nella stessa arma diversi punti d'impatto che a 10/12 metri, possono variare anche di 10/20 cm dal punto mirato.

 

Quindi, tra i primi punti da ricercare nei nostri allenamenti a fuoco, è quello di capire con azioni di «lento mirato» dove va a finire il nostro colpo. Utile è usare rest o sacchetti di sabbia per verificare se, a 10-12 metri, i colpi raggiungo il bersaglio esattamente dove mirato; sarà evidente così che i colpi andati fuori sagoma durante un'esecuzione veloce non dipenderanno mai dall'arma, ma dall'errata esecuzione dello scatto o dalla gestione del revolver. Quindi, per i primi tempi, la serie dei cinque colpi per revolver e quella da dieci per la carabina, andrà esplosa con estrema calma, mirando e scattando con giusto intervallo tra un colpo e l'altro.

 

L'importante sarà mantenere le posizioni e gli assetti costantemente e cercare di stringere le rosate il più possibile. Utili, in questa fase, i bersagli di cartone usati per il tiro dinamico sportivo dove le rosate possono essere viste, segnate e fotografate per tutte le archiviazioni che vorremo fare. Se ci accorgiamo che i nostri colpi non vanno dove miriamo, dobbiamo correggere le nostre ricariche, giocando con le velocità e il peso di palla. In alcuni casi c'è chi agisce sull'altezza del mirino, abbassandolo a suon di lima di pochi centesimi, ma modificando in sostanza l'arma.

 

 

 

Ma l'unica soluzione è quella di una buona ricarica, che si attenga a quanto dettato dal regolamento SASS, e che porti il nostro colpo esattamente dove mirato. Con molta pazienza, tra le prove in «bianco» e quelle a «fuoco», si arriverà poi a ridurre i tempi di esecuzione mantenendo la necessaria precisione. Da ricordare che ogni colpo mancato costa al tiratore ben 10 secondi nel computo finale dell'esercizio che, in competizioni di livello, può comportare l'allontanamento senza appello dal podio.

 

Quindi, prima i bersagli di carta, dove potremo verificare esattamente le nostre rosate, poi quelli in metallo, siano quelli classici in uso nel CAS o quelli da tiro dinamico: piatti, pepper e piastre. Ma importante è anche abituarsi al suono metallico del colpo sul bersaglio, quindi, appena raggiunta la necessaria e costante ripetizione di buone rosate usando le carte, si dovrà passare ai bersagli in metallo, soprattutto quelli da tiro western per abituarci alle sagome. Per ciò che riguarda invece l'uso degli shotgun, doppiette, pompa o leva, importantissimo è prendere dimestichezza con l'arma.

 

 

 

 

 

 

 

In gara generalmente si spara a bersagli in metallo e a munizione spezzata. La distanza di tiro è sempre corta ma non per questo è certa l'esecuzione netta. Utile sarà posizionare almeno 6 mini pepper, tre coppie, e tirare in successione fine all'abbattimento totale. In gara spesso troviamo una sequenza precisa d'esercizio, ma in allenamento serve poco visto che l'unica necessità è quella di apprendere e mantenere la capacità di un ricaricamento il più veloce possibile. Le doppiette vanno caricate con due colpi a volta, i fucili a pompa generalmente con uno. E il difficile è sta proprio in questo.

 

Prendere due cartucce dalla cartucciera, inserirle nella doppietta, esplodere i due colpi, estrarre i bossoli vuoti con un'azione netta e precisa, evitando l'azione manuale, e ripetere quante volte sia necessario in base ai bersagli presenti non è facile. Soprattutto se affrontiamo agonisticamente il nostro CAS. Con il fucile a pompa si evitano i tempi morti dell'apertura e chiusura della doppietta, per il resto è tutto uguale. Arrivare, come vediamo nei video, a camerare velocemente in successione i 6 o 8 colpi necessari per l'esercizio assicura tempi minori di quelli della doppietta. Ma non è facile e ci si allena proprio per questo.

 

 

Nei video il grande Purgatorio Smith, SASS # 48494. Utile guardare le impostazioni di tiro con i due revolver.

 

 

 




 

 
    pagina creata il 15.02.2018  

 

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